Il gruppo 60+

Forse non sono la persona più adatta a parlare del
gruppo 60+, non perché non abbia già varcato la soglia dei “fatidici” 60 anni, ma in ragione del fatto che ho iniziato da pochi mesi a collaborare con il gruppo e quindi non ne conosco a fondo le dinamiche, le attività e i trascorsi. Posso però portare un piccolo contributo che si basa sull’esperienza di questi mesi e che rispecchia quanto ho vissuto nelle iniziative svolte a partire dall’estate scorsa e nelle riunioni mensili del nostro consiglio.
Non per sembrare “acculturato”, ma ho trovato in questa frase del famoso scrittore latino Cicerone uno spunto che mi è sembrato ben adattarsi allo spirito del gruppo: “Come mi piace il giovane che ha in sé qualcosa dell’anziano, così mi piace l’anziano che ha in se’ qualcosa del giovane, e così facendo nell’anima non sarà vecchio mai”.
Ma non è solo questo: nelle riunioni del consiglio e nelle attività a cui ho partecipato (le tombolate, l’inguriata, il pellegrinaggio al Santuario di Concesa, la festa della Candelora), ho visto da parte di tutte
(si tratta infatti di un gruppo “in rosa”: il consiglio e le volontarie sono tutte di sesso femminile, e solo per qualche attività fisicamente più pesante ci si avvale del gradito aiuto di qualche marito e collaboratore) un’energia, una motivazione ed un entusiasmo che non mi sarei aspettato di trovare in un gruppo formato da persone non più giovanissime e che, mi dicono, è stato costituito nel lontano 1982 dall’allora Parroco di San Bernardo, don Carlo Ferrari.
Il far parte ormai della storia della nostra Parrocchia non è però un elemento sufficiente a giustificare l’esistenza del gruppo: anche se il ruolo delle persone della “terza età” e le possibilità di interagire e comunicare sono profondamente cambiate negli ultimi decenni, nelle nostre riunioni e in tutte le attività svolte, ho percepito l’esistenza di valori, magari non enunciati a chiare lettere ma vissuti in profondità.
Il clima che si respira è quello della solidarietà, della condivisione, del piacere di stare insieme ad amici con cui si percorre un sentiero comune: a volte nella terza età la vita regala la serenità che promette in età giovanile, a volte grava di problemi che comunque è bello e liberatorio comunicare a chi sappiamo può capire. La preghiera poi è un elemento importante, non solo nei pellegrinaggi (ho citato l’ultimo, effettuato al Santuario carmelitano di Concesa, ma c’è anche l’appuntamento annuale a Caravaggio), o nelle celebrazioni liturgiche, ma anche in tante altre attività, ed è davvero il “sale” che dà sapore e significato all’essere gruppo in una comunità.
Il gruppo ha per l’anno in corso più di 200 iscritti, non pochi dei quali residenti in aree esterne alla nostra Parrocchia e che sono, ovviamente, più che benvenuti.
Tra i nostri parrocchiani annoveriamo quasi 300 ultraottantenni: in occasione del loro compleanno inviamo a ciascuno di loro un piccolo dono ed un biglietto di auguri che vengono portati direttamente al domicilio da una volontaria. E’ un’iniziativa molto apprezzata che rivela, secondo me, una particolare sensibilità nei confronti dei nostri “grandi anziani” che non sempre sono in grado di frequentare la Parrocchia e le attività del gruppo.
Vorrei concludere con un’osservazione forse ovvia o banale, ma che ho toccato con mano proprio partecipando alle attività: non è vero che le persone della terza età passano il tempo a parlare dei loro acciacchi! Sono nella maggior parte dei casi genitori e nonni e portano nella vita associativa l’esperienza della loro famiglia: c’è una grande apertura alla vita che travalica le generazioni e si dilata ad abbracciare con generosità tutti, dai più piccoli ai più anziani senza distinzione alcuna.
Un ringraziamento anticipato a chi vorrà fornirci stimoli e consigli per migliorare ulteriormente le nostre attività.